Chicca e Giovanni: Dal GF al cinema d'autore, intervista e foto

Chicca e Giovanni sono passati da Cannes, in occasione della 68esima edizione del Festival del cinema. Cosa sta combinando sulla croisette la coppia del Grande Fratello 13? Noi di melty Italia li abbiamo incontrati, per una piacevole chiacchierata sulla settima arte.

Forse non tutti lo sanno, ma Chicca e Giovanni - coppia nata dal Grande Fratello 13 - sono dei grandi appassionati di cinema. Noi di melty Italia, li abbiamo incontrati sulla spiaggia della croisette e assieme abbiamo fatto una piacevole chiacchierata. Loro, gentilissimi, mi hanno accolto in un lussuoso ristorante del lungomare e, con Asaf Avidan in sottofondo (proprio lui stava provando nella saletta affianco, per il concerto serale), abbiamo aperto un lungo dibattito sulla settima arte. Mentre Chicca e Giovanni parlavano, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla loro cinefilia militante: quest’anno hanno seguito il Festival di Venezia, adorano Xavier Dolan e conoscono bene il cinema di Matteo Garrone. Un’occasione ghiotta per chiedere loro un’opinione su “Reality” e scoprire quali progetti hanno per il futuro.

Ciao ragazzi, cosa vi porta a Cannes? Perché siete qua proprio nei giorni del Festival?

Chicca e Giovanni: Siamo qui da ieri sera (il 13 maggio, n.d.r.) e rimaniamo fino a domenica. Siamo qua per lavoro, ospiti di Magnum per il lancio di una nuova piattaforma digitale. Ci sarà un evento con Xavier Dolan (che adoriamo), Vice i-D e Mariano di Vaio. Per noi è il secondo Festival che ci facciamo, il primo è stato Venezia, sempre quest'anno. Quella è stata una gavetta, eravamo più dentro e lo abbiamo fatto per pura passione, a titolo gratuito. Qui invece è più improntato sul professionale, ci siamo venuti più per gli sponsor.

Avete visto dei bei film a Venezia?

G: Ne abbiamo visti un sacco, almeno due al giorno. C'era quello collettivo, con Kusturica (“Words with Gods”, n.d.r.). Poi mi è piaciuta quella produzione norvegese-indonesiana, “The Look of Silence”, “Italy in a Day” e infine “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo. La Rohrwacher è uno dei nostri riferimenti, c'è molto da imparare dai suoi film.

Quindi vi piace il cinema d'autore!

G: Io amo il cinema di nicchia, l'ho anche studiato.

C: Io sto studiando recitazione da un anno all'Accademia 09. Inoltre ho in preparazione un film, di un regista italiano emergente. Per ora è tutto top secret, però posso dirti che tra poco cominceranno le riprese.

Ditemi un attore con cui vorreste recitare, sparatela grossa.

C: Ti dico un americano e un italiano: Al Pacino e Sergio Castellitto.

G: A me piacerebbe lavorare con Kenneth Branagh, quello che ha fatto l'ultimo “Cenerentola”. Un grande! Ma ti dico anche Sorrentino e Garrone.

Quelli sono tutti registi, ma va bene lo stesso.

C: E allora anche io voglio citare un regista: Tim Burton. Poi siccome sono per dare spazio ai giovani emergenti, ti faccio il nome di ragazzo che ci piace molto: Andrea Preti. Il suo film è appena uscito al cinema, “One more day”, con Stefania Rocca nel cast... Te lo consigliamo vivamente!

Va bene, recupererò... Chicca so che hai lavorato con Giovanni Veronesi, ci vuoi parlare dell'esperienza?

C: Con Veronesi ho fatto un workshop, lui mi piace tantissimo, lo adoro. Per me era il primo approccio con un grande ed è stata un'esperienza utilissima. Il tema principale era la gestualità davanti alla macchina da presa e ho imparato molto... Soprattutto che al cinema il punto di vista del regista e quello dell'attore sono completamente differenti. Lui poi è una persona meravigliosa.

Insomma, da quanto ho capito voi state tentando la transizione da tv a cinema. È difficile?

G: È una cosa che bisogna fare bene e tenendo conto che nei confronti del piccolo schermo abbiamo dei doveri. Un mezzo che ci ha dato molto e al quale ora ci tocca restituire qualcosa. Comunque dalla diretta si impara moltissimo, devi stare molto attento a quello che dici e non puoi permetterti di sbagliare. Per noi questo è un momento d'oro perché stiamo decidendo cosa fare della nostra vita. Appena esci dalla Casa del Grande Fratello sei assalito ma non capisci niente; ora siamo più consapevoli e vogliamo occuparci di tv ma anche di moda e cinema.

Visto che mi avete citato Matteo Garrone vi chiedo se avete visto “Reality”... Un film che parla proprio di questo e vi riguarda in prima persona.

G: A questo proposito ho un aneddoto pazzesco. Era la fine del 2012 e una sera decido di vedermi il film di Garrone che hai citato. Il mattino dopo vado a lavorare in negozio ed entrano due ragazzi, in giacca e cravatta. Erano due del programma, facevano scouting e mi chiesero se mi andasse di partecipare al “Grande Fratello”. Ho pensato fosse una coincidenza davvero strana.

Ma pensate che il film dica la verità sui reality? Vi siete riconosciuti con la rappresentazione che ne dá regista?

C: Io non mi sono riconosciuta nel racconto di “Reality”, perché non ho mai avuto il desiderio di finire in televisione.

G: A me è piaciuto, ma Garrone di quello che succede dentro la Casa ne parla poco e lo fa in chiave fiabesca. Lui si è concentrato su ciò che accade fuori e in quello il suo film è realistico. Conta che in certe parti d'Italia andare in tv è davvero il sogno inconfessato di tutti. Se appari sullo schermo sei considerato un Dio.

Mi è venuta un'idea: vi piacerebbe lavorare in un film assieme? Tu Chicca potresti fare l’attrice e Giovanni potrebbe dirigerti!

C: Certo, è proprio la strada che sto tentando in questo momento.                                                                

     G: A me piacerebbe fare un film, e poi adoro riprendere Chicca. Sarebbe perfetto.